Capsule di Ashwagandha in un cucchiaio di legno con polvere di estratto

Ashwagandha: dosaggio, quando assumerla e per quanto tempo

Quanto Ashwagandha assumere e per quanto tempo? Gli studi utilizzano dosaggi ed estratti molto diversi. Vediamo come interpretare i milligrammi, cosa significa la titolazione in withanolidi, quando assumerla, se è meglio mattina o sera e dopo quanto tempo possono comparire gli effetti.

L’Ashwagandha (Withania somnifera) viene spesso descritta attraverso un solo numero: 300 mg, 600 mg oppure una certa percentuale di withanolidi. Ma il dosaggio dell’Ashwagandha non può essere interpretato correttamente senza sapere quale preparazione stiamo usando.

Negli studi clinici troviamo infatti estratti molto diversi per parte della pianta, metodo di estrazione, concentrazione e standardizzazione. Sono stati studiati protocolli da circa 120–125 mg al giorno e altri da 300–600 mg o più.[2][3][4][5][6][7]

Questo non significa che 600 mg siano necessariamente “più efficaci” di 120 mg. Significa che i milligrammi hanno senso solo insieme alle caratteristiche dell’estratto.

La domanda corretta, quindi, non è semplicemente “quanta Ashwagandha assumere?”, ma: quale estratto, a quale dose e per quale obiettivo?

IL DOSAGGIO DELL’ASHWAGANDHA NON SI LEGGE SOLO IN MILLIGRAMMI. PARTE DELLA PIANTA, TIPO DI ESTRATTO, STANDARDIZZAZIONE E DURATA DEL PROTOCOLLO CAMBIANO IL SIGNIFICATO DELLA DOSE.

Aggiornato il 6 ottobre 2026



Qual è il dosaggio dell’Ashwagandha usato negli studi?

Non esiste un unico dosaggio clinico standard dell’Ashwagandha.

Nei trial troviamo preparazioni utilizzate da circa 120–125 mg fino a 600 mg al giorno, con differenze importanti nella parte della pianta impiegata, nella concentrazione dell’estratto, nella standardizzazione e nella durata del trattamento.[2][3][4][5][6][7]

Una meta-analisi pubblicata nel 2026 ha riunito 22 studi randomizzati e ha osservato un segnale di relazione dose-risposta per lo stress. Questo dato è interessante, ma non permette di trasformare un determinato numero di milligrammi nella “dose ideale”: gli studi inclusi utilizzano preparazioni e protocolli differenti e gli stessi autori sottolineano la necessità di definire meglio dosi e durate efficaci.[2]

È proprio questo il punto: confrontare due studi soltanto attraverso i milligrammi rischia di mettere sullo stesso piano prodotti che non sono equivalenti.

Da 120–125 mg a 300–600 mg: perché le dosi sono così diverse?

Un trial sulla qualità del sonno ha utilizzato 120 mg una volta al giorno per 6 settimane di uno specifico estratto standardizzato.[4]

Un altro studio su adulti con stress cronico ha confrontato 125, 250 e 500 mg al giorno di una preparazione differente.[3]

Altri trial hanno utilizzato 240 mg al giorno, 300 mg al giorno oppure 300 mg due volte al giorno, raggiungendo quindi 600 mg quotidiani.[5][6][7]

Non c’è una contraddizione tra questi numeri. Descrivono prodotti e protocolli diversi.

Per questo non possiamo prendere uno studio condotto con 120 mg di un estratto e concludere che qualsiasi integratore da 120 mg abbia la stessa attività. Allo stesso modo, una preparazione da 600 mg non è automaticamente superiore.

La domanda utile diventa quindi: quanti milligrammi di quale estratto?

Estratto, radice e withanolidi: perché i milligrammi non bastano

L’Ashwagandha può essere utilizzata come polvere vegetale oppure sotto forma di estratto. Negli estratti possono cambiare la parte della pianta utilizzata, il solvente, il rapporto tra materia prima ed estratto finale e la composizione fitochimica.[1]

Un altro parametro frequente è la standardizzazione in withanolidi, una famiglia di composti caratteristici della pianta.

La percentuale di withanolidi aiuta a descrivere l’estratto, ma non costituisce una scala universale di efficacia. Un prodotto con una percentuale maggiore non è automaticamente “più potente” dal punto di vista clinico, perché cambiano anche composizione complessiva e preparazione.

Due prodotti da 300 mg possono quindi rappresentare quantità molto diverse di materia prima e di composti attivi.


Infografica che confronta due estratti di Ashwagandha da 300 mg con caratteristiche diverse
A parità di milligrammi, due estratti di Ashwagandha possono differire per parte della pianta, rapporto di estrazione, solvente e standardizzazione.

Quando assumere l’Ashwagandha?

Non esistono prove solide che identifichino un momento della giornata universalmente migliore per assumere l’Ashwagandha.

Negli studi clinici troviamo sia una singola somministrazione quotidiana sia protocolli che dividono la quantità giornaliera in due assunzioni.[4][6][7]

Mattino o sera sono quindi soprattutto scelte pratiche, da adattare alla formulazione utilizzata e alla risposta individuale.

Ashwagandha al mattino o alla sera?

Il fatto che l’Ashwagandha venga studiata anche per sonno e stress può far pensare che debba essere necessariamente assunta la sera. I trial non permettono però di ricavare questa regola.

Negli studi sul sonno troviamo anche una singola assunzione quotidiana, mentre quelli sullo stress utilizzano protocolli diversi.[4][5][6][7]

C’è però un elemento pratico da considerare: la sonnolenza è uno degli effetti indesiderati riportati con l’Ashwagandha.[10] Se una persona nota questa risposta, spostare l’assunzione verso la sera può avere senso. Non perché la sera renda necessariamente l’estratto più efficace, ma perché può risultare più compatibile con la risposta individuale.

Meglio a stomaco pieno o vuoto?

Non disponiamo di buoni studi che confrontino direttamente Ashwagandha a digiuno e durante i pasti per stabilire quale modalità offra maggiore efficacia o biodisponibilità.

Non c’è quindi una base sufficiente per dire che debba essere assunta obbligatoriamente a stomaco vuoto.

Disturbi gastrici, nausea e feci molli sono invece tra gli effetti indesiderati lievi descritti.[10] Se compaiono, assumere l’integratore insieme a un pasto può essere una scelta pratica per migliorare la tollerabilità, purché sia compatibile con le indicazioni della formulazione utilizzata.


Dopo quanto tempo fa effetto l’Ashwagandha?

Anche qui, cercare un numero preciso di giorni è probabilmente il modo sbagliato di leggere gli studi.

L’Ashwagandha viene valutata soprattutto attraverso protocolli continuativi di diverse settimane. Troviamo studi di 6 settimane, circa 60 giorni e 90 giorni, a seconda della preparazione e dell’outcome considerato.[4][5][6][7]

Possiamo quindi dire che la ricerca clinica valuta soprattutto effetti nel medio periodo. Non possiamo invece stabilire che una persona debba percepire un beneficio dopo, per esempio, sette o quattordici giorni.

Perché non va valutata dopo una singola assunzione

Gli studi disponibili non trattano generalmente l’Ashwagandha come una sostanza con un effetto acuto immediato.

Il trial da 120 mg sul sonno ha valutato i risultati dopo sei settimane.[4] Altri studi su stress e benessere hanno utilizzato periodi di circa due o tre mesi.[5][6][7]

Questo non significa che nessuno possa percepire cambiamenti prima. Significa semplicemente che non abbiamo una soglia temporale universale scientificamente dimostrata.

Se un prodotto viene valutato dopo una o due assunzioni, quindi, lo si sta giudicando su una scala temporale diversa da quella con cui la maggior parte degli estratti è stata studiata.

Stress e sonno possono avere tempi diversi

Un altro errore è considerare tutti gli effetti come se fossero lo stesso outcome.

Stress percepito, qualità del sonno, cortisolo e funzioni cognitive sono misure differenti e possono modificarsi con tempi diversi.

Gli studi sul sonno hanno osservato cambiamenti dopo alcune settimane, mentre diversi trial sullo stress hanno valutato i risultati dopo circa due mesi o più.[4][5][6]

Per questo è più utile chiedersi quale risultato si sta cercando e in quanto tempo quello specifico estratto è stato studiato, invece di domandarsi genericamente quando “fa effetto”.


Per quanto tempo si può assumere l’Ashwagandha?

Gran parte degli studi clinici utilizza l’Ashwagandha per periodi compresi indicativamente tra 6 e 12 settimane.[4][5][6][7][9]

È quindi su alcune settimane o pochi mesi che disponiamo delle informazioni più utili.

Le fonti NIH indicano che l’Ashwagandha appare generalmente ben tollerata negli studi fino a circa 3 mesi, mentre la sicurezza dell’assunzione continuativa per molti mesi o anni non è ben definita.[10]

Questo non significa che allo scadere delle dodici settimane il prodotto diventi improvvisamente problematico. Significa che andando oltre ci allontaniamo progressivamente dalla durata per cui disponiamo di dati clinici più solidi.

Sono inoltre descritti possibili effetti sul fegato e sulla funzione tiroidea e interazioni con alcuni farmaci.[9][10] In presenza di terapie, patologie o quando si considera un utilizzo prolungato, quindi, il contesto individuale diventa particolarmente importante.

GLI STUDI CI DICONO MOLTO DI PIÙ SULL’USO PER ALCUNE SETTIMANE O POCHI MESI CHE SULL’ASSUNZIONE CONTINUATIVA PER ANNI. DURATA E SICUREZZA VANNO INTERPRETATE INSIEME ALL’ESTRATTO E ALLA SITUAZIONE INDIVIDUALE.

Come interpretare il dosaggio di un integratore di Ashwagandha

Quando si confrontano due integratori, partire dai milligrammi è naturale. Ma fermarsi lì può portare a conclusioni sbagliate.

In etichetta conviene verificare almeno:

la parte della pianta utilizzata;

il tipo o rapporto di estrazione, quando dichiarato;

la standardizzazione, per esempio in withanolidi;

la quantità giornaliera effettiva, che può essere distribuita su una o più capsule.

Sono informazioni che permettono di capire quanto il prodotto che abbiamo davanti assomigli realmente alla preparazione studiata.[1]

Anche quando il numero di milligrammi coincide con quello di un trial, infatti, non possiamo trasferire automaticamente i risultati se estratto e standardizzazione sono diversi.

La lettura che riteniamo più utile è quindi questa: un dosaggio ha significato clinico soltanto quando sappiamo cosa è stato dosato.


Ashwagandha e dosaggio: cosa possiamo concludere

La letteratura sull’Ashwagandha non identifica una singola quantità valida per ogni prodotto.

Esistono estratti studiati a circa 120 mg al giorno e altri utilizzati a 300, 500 o 600 mg. Una meta-analisi recente suggerisce anche che per alcuni outcome possa esistere una relazione con la dose, ma l’eterogeneità delle preparazioni impedisce ancora di trasformare questi risultati in una soglia universale.[2]

Per HealthyWay, il modo più corretto di leggere questi dati è quindi evitare sia l’estremo del “300 mg vanno bene per tutti” sia quello opposto del “più milligrammi o più withanolidi sono sempre meglio”.

Bisogna considerare insieme dose, parte della pianta, estrazione, standardizzazione, obiettivo e durata d’uso.

È meno semplice di leggere un numero sull’etichetta, ma è anche molto più vicino a ciò che gli studi stanno realmente misurando.


Cambia il tuo percorso.

Il team di HealthyWay



Domande frequenti sul dosaggio dell’Ashwagandha

❓ Domande frequenti — clicca per mostrare/nascondere

Quanti mg di Ashwagandha si assumono al giorno?
Non esiste un dosaggio universale. Negli studi clinici troviamo preparazioni utilizzate da circa 120–125 mg fino a 600 mg al giorno o più.[2][3][4][5][6][7] Per confrontarle bisogna però considerare anche tipo di estratto, parte della pianta e standardizzazione.

120 mg di Ashwagandha sono pochi?
Non necessariamente. Uno specifico estratto standardizzato è stato studiato a 120 mg al giorno per sei settimane, mentre altri trial hanno utilizzato dosaggi differenti.[3][4] Il numero di milligrammi da solo non permette quindi di stabilire se una dose sia bassa o alta.

È meglio assumere l’Ashwagandha al mattino o alla sera?
Non esistono prove sufficienti per indicare un orario universalmente migliore. Se provoca sonnolenza può essere pratico assumerla la sera; in altri casi il momento della giornata può essere scelto in base alla formulazione e alla tollerabilità individuale.

Dopo quanto tempo fa effetto l’Ashwagandha?
La maggior parte degli studi valuta gli effetti dopo diverse settimane di assunzione continuativa, spesso nell’arco di circa 6–12 settimane.[4][5][6][7] Non esiste però un numero di giorni valido per ogni estratto e per ogni effetto.

Si può assumere Ashwagandha tutti i giorni?
Nei trial clinici viene normalmente assunta ogni giorno per alcune settimane o pochi mesi. I dati di sicurezza sull’utilizzo continuativo per molti mesi o anni sono invece più limitati.[9][10]

Più withanolidi significano un’Ashwagandha migliore?
Non necessariamente. La percentuale di withanolidi descrive una caratteristica dell’estratto, ma non costituisce da sola una scala di efficacia. Per confrontare due prodotti bisogna considerare l’intera preparazione e verificare quanto sia simile a quella utilizzata negli studi.

📚 Mostra/Nascondi bibliografia scientifica
  1. Shinde S, Balasubramaniam AK, Mulay V, Saste G, Girme A, Hingorani L. Recent Advancements in Extraction Techniques of Ashwagandha (Withania somnifera) with Insights on Phytochemicals, Structural Significance, Pharmacology, and Current Trends in Food Applications. ACS Omega. 2023;8(44):40982–41003. [Link]
  2. Alsanie SA, Alhodieb FS, Askarpour M. Effects of ashwagandha (Withania somnifera) on mental health in adults: A systematic review and dose-response meta-analysis of randomized controlled trials. Complementary Therapies in Medicine. 2026;97:103325. [Link]
  3. Pandit S, Srivastav AK, Sur TK, Chaudhuri S, Wang Y, Biswas TK. Effects of Withania somnifera Extract in Chronically Stressed Adults: A Randomized Controlled Trial. Nutrients. 2024;16(9):1293. [Link]
  4. Deshpande A, Irani N, Balkrishnan R, Benny IR. A randomized, double blind, placebo controlled study to evaluate the effects of ashwagandha (Withania somnifera) extract on sleep quality in healthy adults. Sleep Medicine. 2020;72:28–36. [Link]
  5. Lopresti AL, Smith SJ, Malvi H, Kodgule R. An investigation into the stress-relieving and pharmacological actions of an ashwagandha (Withania somnifera) extract: A randomized, double-blind, placebo-controlled study. Medicine (Baltimore). 2019;98(37):e17186. [Link]
  6. Chandrasekhar K, Kapoor J, Anishetty S. A prospective, randomized double-blind, placebo-controlled study of safety and efficacy of a high-concentration full-spectrum extract of ashwagandha root in reducing stress and anxiety in adults. Indian Journal of Psychological Medicine. 2012;34(3):255–262. [Link]
  7. Gopukumar K, Thanawala S, Somepalli V, Rao TSS, Thamatam VB, Chauhan S. Efficacy and Safety of Ashwagandha Root Extract on Cognitive Functions in Healthy, Stressed Adults: A Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled Study. Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine. 2021;2021:8254344. [Link]
  8. Cheah KL, Norhayati MN, Yaacob LH, Abdul Rahman R. Effect of Ashwagandha (Withania somnifera) extract on sleep: A systematic review and meta-analysis. PLoS One. 2021;16(9):e0257843. [Link]
  9. Coope OC, Willems MET, Levington A, Tallon MJ, Roman-Viñas B, Spurr TJ. Back to the Roots: Safety and Tolerability of Standardised Ashwagandha (Withania somnifera) Root Extract in Healthy Adults—A Systematic Review of Biomarkers and Adverse Events. Pharmaceuticals (Basel). 2026;19(5):725. [Link]
  10. National Institutes of Health, Office of Dietary Supplements. Ashwagandha: Is it helpful for stress, anxiety, or sleep? Health Professional Fact Sheet. Updated 2025. [Link]

Condividi:

SCOPRI LA LINEA HEALTHYWAY

Altri articoli

Rimani sempre aggiornato

Ti potrebbero interessare:

0
0
CARRELLO
Il tuo carrello è vuoto