Fibre alimentari: da alleate della salute a potenziali antinutrienti

Cereali, legumi, avena, quinoa, riso e pasta

Le fibre alimentari svolgono funzioni importanti per intestino e metabolismo, ma non tutte si comportano allo stesso modo e aumentarne il consumo non significa automaticamente ottenere più benefici. Solubilità, fermentabilità, quantità assunta, microbiota e tolleranza individuale possono cambiare molto la risposta dell’organismo.

Acidi grassi a catena corta (SCFA): dove si trovano e perché contano

Fibra solubile in polvere e bevanda ricca di fibre

Acetato, propionato e butirrato nascono soprattutto dall’attività del microbiota intestinale sui substrati fermentabili della dieta. Capire come vengono prodotti aiuta a leggere meglio il rapporto tra fibre, intestino e metabolismo, distinguendo i meccanismi biologici più solidi dalle promesse che le evidenze cliniche non permettono ancora di fare.

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